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False recensioni addio dal 7 aprile: gli effetti pratici per alloggi, hotel e ristoranti

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8 Aprile 2026, di Anna Fabi – PMI.it

Il 7 aprile 2026 è entrata in vigore la nuova disciplina contro le false recensioni contenuta nella Legge annuale PMI . Di certo, i nuovi requisiti stringenti per lasciare commenti pubblici non ripulirà il Web in un giorno ma di certo fissa da subito dei vincoli severi a tutela di case vacanza, hotel, ristoranti, terme o altre attrazioni turistiche. La norma stabilisce quali recensioni possono restare online, quando una struttura può contestarli e quali pratiche diventano più esposte ai controlli.

Recensioni: nuova legge per turismo e ristorazione

La nuova disciplina sulle recensioni online illecite non copre tutto il mercato digitale la esclusivamente i servizi offerti dalle imprese della ristorazione e dalle strutture turistiche situate in Italia, incluse quelle ricettive e termali, oltre alle attrazioni turistiche presenti sul territorio nazionale. Sono comunque i settori per i quali il giudizio online pesa di più sulla domanda.

Nè si applica alle recensioni già pubblicate alla data di entrata in vigore della legge. I vincoli scattano su like e recensioni rilasciate dal 7 aprile in poi.

Recensione lecita solo a queste condizioni

Il cuore della legge è nell’articolo 19, che trasforma in criteri giuridici alcune regole finora lasciate quasi interamente alle piattaforme:

  • la recensione deve essere pubblicata entro 30 giorni dall’utilizzo del prodotto o dalla fruizione del servizio;
  • deve provenire da una persona che abbia effettivamente e personalmente utilizzato la prestazione;
  • deve essere coerente con il servizio fruito o con le caratteristiche della struttura recensita;
  • deve essere libera e indipendente dalla promessa o concessione di sconti, benefici o altre utilità da parte dell’impresa o dei suoi intermediari;
  • se è accompagnata da evidenze del rilascio di documentazione fiscale, parte con una presunzione di autenticità.

La stessa norma aggiunge un altro filtro destinato a pesare nel tempo: la recensione perde liceità dopo due anni dalla pubblicazione, perché viene meno il requisito dell’attualità. Per le strutture questo apre uno spazio nuovo, soprattutto quando online restano commenti molto vecchi che continuano a incidere sulla reputazione corrente.

Per hotel e ristoranti nuova gestione dei commenti

La novità più utile per PMI turistiche ed imprese della ristorazione è che il legale rappresentante della struttura, o un suo delegato, può chiedere la rimozione delle recensioni che non rispettano i requisiti di legge. La segnalazione deve passare dai canali previsti dal Digital Services Act, quindi dalle procedure elettroniche già messe a disposizione dalle piattaforme e dai motori di ricerca.

La struttura deve motivare la contestazione del contenuto segnalato indicando:

  • il riferimento alla recensione da contestare, con URL o altri elementi utili a identificarla;
  • la ragione per cui il contenuto non rispetta i requisiti di liceità previsti dalla legge;
  • i dati del soggetto che presenta la segnalazione (legale rappresentante o delegato della struttura);
  • una ricostruzione dei fatti, utile a consentire alla piattaforma una valutazione rapida.

Un freno ai like e alle recensioni comprate

L’articolo 20 della legge vieta in modo espresso l’acquisto e la cessione di recensioni online, apprezzamenti o interazioni, anche tra imprenditori e intermediari e anche quando il contenuto non sia ancora stato diffuso. Il divieto colpisce quindi non solo i pacchetti di recensioni venduti dalle agenzie ma anche le pratiche più opache costruite intorno a like, valutazioni e commenti pilotati.

Per le imprese del turismo e della ristorazione cambia anche il confine delle campagne promozionali. Offrire uno sconto in cambio di un giudizio positivo, promettere vantaggi per ottenere una recensione o costruire raccolte di commenti orientate da utilità economiche diventa una scelta molto più esposta.

Il quadro sanzionatorio resta agganciato ai poteri dell’Antitrust in materia di pratiche commerciali scorrette. Il segnale è arrivato ancora prima dell’entrata in vigore della nuova disciplina, con la multa AGCM da 4 milioni di euro a Trustpilot per informazioni ritenute non sempre rappresentative delle effettive esperienze dei clienti e per controlli giudicati non adeguati sulla genuinità delle recensioni pubblicate.

Imprese in attesa di linee guida

L’articolo 21 prevede che l’AGCM adotti linee guida, dopo il confronto con AGCOM, Garante Privacy, MIMIT e Ministero del Turismo, per orientare le imprese nell’adozione di accorgimenti idonei a rispettare i requisiti di liceità delle recensioni online. Lo stesso articolo prevede anche un monitoraggio annuale del fenomeno e la possibilità, per le associazioni rappresentative del turismo, di chiedere la qualifica di segnalatore attendibile, così da far trattare con priorità le proprie segnalazioni.

Per hotel e ristoranti da oggi si apre una fase in cui la gestione delle recensioni richiede più metodo: raccolta delle contestazioni, stop a qualsiasi incentivo mascherato e controllo stretto sulla reputazione digitale.